Piero della Francesca e l’arte del Rinascimento in Toscana

Introduzione a Piero Della Francesca nella Galleria degli Uffizi

Partendo dalla visione del Dittico dei Duchi di Urbino, unica testimonianza di Piero della Francesca a Firenze, è possibile identificare un percorso di approfondimento all’ interno della Galleria degli Uffizi che per il visitatore del museo rappresenti quasi una “sosta” per immergersi in un periodo fondamentale per la storia della pittura e delle tecniche di rappresentazione e nel quale si incontrano artisti che hanno improntato la grande arte della metà del XV secolo. Ne risulta un percorso pierfrancescano tutto interno alla Galleria, che permette al visitatore di comprendere meglio le opere del pittore biturgense e quelle degli artisti che gli furono contemporanei e in qualche modo legati come Domenico Veneziano, Andrea del Castagno o Beato Angelico e Paolo Uccello che lo ispirarono. A Firenze il pittore è documentato nel 1439 a fianco di Domenico Veneziano e in questo soggiorno subì anche il fascino di altri artisti della generazione precedente, importanti per la sua iniziazione artistica. Firenze era la città dove Brunelleschi aveva appena terminato la cupola di Santa Maria del Fiore, dove Masaccio aveva dato inizio alla pittura rinascimentale con gli affreschi nella cappella Brancacci al Carmine e dove fioriva quell’Umanesimo che travolgeva pensiero letteratura, arti. Un momento storico veramente eccezionale che non poteva non trovare una sua, sia pur parziale conferma, in questo itinerario degli Uffizi che oltre a contestualizzare l’opera di Piero va inteso come una sorta d’ introduzione all’ artista e alla sua altissima arte.

[opere]

  • Masaccio, Sant’Anna, la Madonna con il Bambino e cinque angeli (Sant’Anna Metterza) 1424 ca. : il dipinto è da collocare in contemporanea con gli affreschi della cappella Brancacci. Il vigore plastico , la concretezza e il realismo delle figure della Vergine e del Bambino sono caratteri tipici della pittura di Masaccio che avranno un forte ascendente su Piero.
  • Beato Angelico, Incoronazione della Vergine con angeli e santi, 1432 ca. : la tavola fu realizzata per la chiesa di Sant’Egidio dove Piero della Francesca lavorò assieme a Domenico Veneziano ad un ciclo di affreschi con le Storie della Vergine purtroppo andati perduti. Di sicuro tuttavia Piero deve averla studiata e ammirata come modello di quella  pittura di tono intensamente spirituale in cui i colori splendenti e altissimi di tono sono esaltati dalla luce chiarissima , che è l’elemento di massimo spicco della pittura dell’Angelico ripreso sa Piero della Francesca.
  • Domenico Veneziano, Pala di Santa Lucia de’ Magnoli (1445 ca.): eseguita da Domenico Veneziano presso cui Piero della Francesca è documentato come collaboratore nel 1439, in questa pala  il rigore prospettico si unisce allo studio dei percorsi luminosi, i toni cromatici si schiariscono e le forme, rese attraverso volumi sintetici, misurano con la loro concreta presenza il contesto spaziale in cui sono inserite anticipando la pittura di Piero.
  • Paolo Uccello, Battaglia di San Romano : si tratta delle prima rappresentazione del tema della “battaglia” tanto diffuso nell’arte antica e riportato in auge da questo pittore in questa tavola e nelle altre due che componevano un trittico (oggi al Louvre, Parigi; National Gallery, Londra). Piero riprende il tema e ad alcuni suggerimenti compositivi nelle due scene della Battaglia di Costantino e Massenzio e nella Battaglia di Eraclio e Cosroe nel ciclo della Vera Croce affrescato ad Arezzo. Paolo Uccello fu il suo riferimento per gli studi prospettici e per la complessa rappresentazione di figure animali in prospettiva in un campo di battaglia.
  • Andrea del Castagno, Pippo Spano (affresco staccato, 1448-1451 ): la figura del condottiero in piedi a figura intera in una nicchia rettangolare chiusa sul fondo da un pannello marmoreo, posta in grande evidenza plastica come fosse una statua si avvicina molto agli esempi pierfrancescani dei profeti Isaia e Geremia negli affreschi di Arezzo, alla Maddalena nel Duomo di Arezzo e al San Ludovico di Sansepolcro.

Maggiori informazioni su

www.valtiberinaintoscana.it

www.benvenutiadarezzo.it

www.firenzeturismo.it

  • Firenze, Dittico dei Duchi di Urbino, Galleria degli Uffizi

  • Masaccio, Sant’Anna, la Madonna con il Bambino e cinque angeli (Sant’Anna Metterza) 1424 ca.

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