Emilia-Romagna

Bologna e Ferrara

La ricostruzione biografica della vita del maestro itinerante dà notizia che tra il 1440 e il 1449 Piero della Francesca soggiornò in diverse corti italiane, tra cui Bologna e Ferrara. Alla corte del marchese Lionello d’Este, colto e raffinato fratellastro di Borso d’Este, Piero lavorò nel 1449 al Castello e nella chiesa di Sant’Andrea, realizzando affreschi che sfortunatamente sono andati perduti.

Il soggiorno a Ferrara è comunque reso certo dall’influenza che l’arte di Piero esercitò sugli esordi della pittura del rinascimento a Ferrara.

Giorgio Vasari afferma che Piero dipinse “nel palazzo molte camere che furono poi rovinate dal duca Ercole vecchio per ridurre il palazzo alla moderna” e “una cappella” in Sant’Agostino – in realtà nella chiesa di Sant’Andrea, appartenente agli agostiniani – che già ai suoi tempi era “dall’umidità mal condotta”.

Valmarecchia

Mentre nel 1451 fu a Rimini, chiamato da Sigismondo Pandolfo Malatesta, promotore consapevole di un rinnovamento artistico in senso rinascimentale, a lavorare al Tempio Malatestiano dove lasciò l’affresco votivo monumentale con San Sigismondo e Sigismondo Pandolfo Malatesta, la Valmarecchia, nei dintorni di Rimini, offre l’opportunità di prendere visione dei paesaggi che ispirarono l’artista creduti fino al 2007 paesaggi immaginari. Si tratta dei Balconi del Montefeltro: a San Leo per le opere Battista Sforza e San Gerolamo e un Devoto a Sant’Agata Feltria per Il Battesimo di Cristo.